giovedì 13 ottobre 2016

Multifunzione laser Panasonic: costo pagina pazzesco



Siamo lieti di annunciare i nuovi modelli Multifunzione Laser Panasonic: DP-MB537 e DP-MB545.

FUNZIONALITA' PRINCIPALI:
  • STAMPA A3
  • Costo copia economico ***
      - fino a 100.000 stampe 0,0023 €
      - da 100.000 a 200.000 stampe 0,0034€
      - oltre le 200.000 stampe 0,0043€
  • Velocità stampa in fronte retro uguale a quella solo fronte
  • USB-WI-FI- Scheda di rete 10/1000
  • LCD Display colore 4,3" touch
  • RADF 75 Sheets
  • By-Pass 100 FOGLI A6/A3
  • Cassetto carta A4 capacità 550 fogli
  • Max. 5000/10000 pag./mese
*** La durata del toner è da intendersi in riferimento alla normativa ISO/IEC19752
*** La durata del tamburo è calcolata in base alla media di lavori di 3 pagine A4.
VIDEO:
https://www.youtube.com/watch?v=009Pb3zWnYs
Per maggiori infomazioni e ordini contatta il tuo commerciale di riferimento
oppure ordini@rentoffice.it

PROMOZIONE (valida fino a prossima comunicazione)

[cod. DP-MB537] DP-MB537 MULTIFUNZIONE LASER PANASONIC BN 37 ppm A4 con stampa 20 ppm A3 (Copia, Stampa, Scanner a colori, FAX) ,By-Pass 100 ff A6/A3,Cassetto A4 550 ff,Fax 33,6 Kbps, RADF 75 ff, F/R, LCD Display colore 4,3" touch, PCL 6, USB,WI-FI,LAN,Toner 5K
Scarica Brochure
€ 813,80

[cod. DP-MB545] DP-MB545 MULTIFUNZIONE LASER PANASONIC BN 45 ppm A4 con stampa 24 ppm A3 (Copia, Stampa, Scanner a colori, FAX) ,By-Pass 100 ff A6/A3,Cassetto A4 550 ff,Fax 33,6 Kbps, RADF 75 ff, F/R, LCD Display colore 4,3" touch, PCL 6, PostScript 3,USB,WI-FI,LAN, Ton
Scarica Brochure
€ 1021.80




giovedì 29 settembre 2016

Stampante 3D per dentisti e odontotecnici

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Sharebot Voyager è una stampante 3D professionale perfetta per il settore dentale. Sharebot Voyager utilizza un proiettore professionale per stampa 3D ad alta definizione con un fascio luminoso a 405Nm che grazie alla presenza di lenti professionali e un sistema di proiezione centrale che sfrutta tutta l’ottica, elimina le aberrazioni presenti nei comuni proiettori commerciali per garantire la massima qualità e precisione di stampa.

Caratteristiche

Sharebot Voyager è pensata per inserirsi nel flusso di lavoro di ogni laboratorio professionale: scansione orale del paziente, generazione del modello 3D, gestione della stampa e realizzazione possono diventare un processo unico, semplice ed intuitivo. Il processo di stampa con Sharebot Voyager è veloce: in poco tempo si può ottenere il modello di un bite, di un arcata dentale o di guide chirurgiche con una definizione e precisione altissima. Utilizzando la manifattura additiva, ogni professionista del settore che sia un dentista o un odontotecnico può ottimizzare i tempi e i costi di produzione, migliorando il proprio flusso di lavoro per fornire un servizio migliore e più rapido al paziente.

mercoledì 28 settembre 2016

Stampanti 3D per la gioielleria: dal disegno 3D al gioiello

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Come si realizza un gioiello con le stampanti 3D Sharebot?
Grazie alle stampanti 3D professionali Sharebot Voyager, Andromeda e Voyager WARP ogni gioielliere può ottimizzare il proprio flusso di lavoro utilizzando degli strumenti semplici ed intuitivi che permettono di risparmiare in tempi e costi, impiantando nel proprio laboratorio un ciclo di produzione replicabile ed economico.
Sharebot non fornisce soltanto le stampanti 3D per gioiellieri e professionisti del settore, ma anche il materiale: si tratta della resina fotosensibile SHARE-IC, sviluppata dai tecnici dell’azienda italiana per garantire alta fondibilità su ogni modello (anelli, collane, pendenti e ciondoli) La resina è stata sviluppata per ottenere la massima resa qualitativa sul più piccolo dettaglio e superficie e per poter essere utilizzata all’interno del tradizionale processo di fusione.

Processo di fusione

Qui di seguito sono elencati i passaggi da seguire per realizzare un gioiello partendo da un file 3D modellato con qualsiasi software oggi in uso. Tutte le operazioni sono rapide e replicabili in qualsiasi laboratorio e ambiente di lavoro professionale:

1 – Creazione del file 3D

Un modello in resina SHARE-IC per essere calcinato correttamente deve essere stato creato seguendo alcune regole fondamentali: il modello deve essere “chiuso” e non avere nessun buco o foro sulla superficie, chiudendo tutte le giunture. Un modello “aperto” porterà ad un errore nella fusione.

2 – Materiale di supporto

Una volta modellato il gioiello, è necessario aggiungere i supporti, fondamentali per ottenere il massimo dal processo di stampa. Il materiale di supporto si aggiunge attraverso l’interfaccia di Sharebot DLP Slicing Software, il software di gestione della vostra stampante 3D Sharebot Voyager (per avere una panoramica più ampia sull’utilizzo del software, si prega di consultare il manuale d’uso di Sharebot Voyager).
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3 – Stampa 3D

Inviando il file alla vostra stampante 3D professionale Sharebot, in poche ore (o pochi minuti, nel caso si stia utilizzando il sistema di stampa WARP) il professionista avrà un modello 3D stampato in resina calcinabile SHARE-IC.
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4 – Post-Curing

Il post-curing stabilizza e termina la polimerizzazione della resina. Prima di procedere, rimuovere le parti di supporto (utilizzare una pinza per i supporti più piccoli). Per il post-curing dei modelli in resina calcinabile SHARE-IC si utilizza unalampada UV con lunghezza d’onda a 405 nanometri da 0.5 W al minuto.
Questo passaggio è uno dei più importanti: un errore in post-curing (luce insufficiente, potenza scarsa, ecc.) provocherà il fallimento della fusione.

5 – Preparazione della fusione

Nel caso in cui il post-curing sia stato eseguito correttamente, il modello presenterà una superficie pulita, liscia, senza alcuna imperfezione. Nel caso in cui non si dovessero notare queste caratteristiche, la fusione non sarà possibile. Verificata la pulizia del pezzo, si può procedere con al preparazione del cilindro e l’albero di cottura.

6 – Canali di scolo

I canali di scolo, durante burn-out e fusione, permettono alla resina di colare via da modello senza lasciare residui e imperfezioni. Per ottenere il miglior risultato possibile è importante studiare attentamente, in base alle dimensioni del gioiello e a come è orientato, dove posizionare i canali di scolo.

7 – Burn-out e fusione

Il gioiello è pronto per la fusione: prepariamo l’albero ed il cilindro per la fusione. La resina calcinabile SHARE-IC è compatibile con i più diffusi materiali utilizzati per burn-out e fusione. Il forno di cottura va preriscaldato a 850° per 45’, con 1h di processo per un cilindro piccolo e 2h per un cilindro di grandi dimensioni.
Nel caso in cui non si osservino i tempi previsti o il forno non dovesse raggiungere la temperatura qui riportata, la fusione non avrà successo.

8 – Modello in metallo

Se il cilindro è stato preparato correttamente, completato il ciclo di fusione si otterrà il gioiello in metallo vero e proprio. Il modello è ancora grezzo, non pulito, levigato e preparato.
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9 – Pulizia

Il gioiello grezzo va pulito e levigato per rimuovere eventuali residui di materiali della fusione. per la pulizia si utilizzano i normali strumenti per la gioielleria.

10 – Gioiello

Pulito, levigato: il gioiello è pronto per essere rifinito dal gioielliere (eventuale incastonatura o incisione). Seguendo correttamente tutti i passaggi è possibile passare dalla creazione e modellazione 3D al computer ad un gioiello direttamente nel proprio ambiente di lavoro.

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martedì 27 settembre 2016

Stampanti 3D HP: ecco le Jet Fusion 3D


HP Jet Fusion 3D 4200 Printer v2a factoryHP 3D Printing LabAttributes Mesh 2 with hand v1b - CopyMesh v1b - CopyBernat Cuní 2 cercles v1b - Copy160503_3d_Samples-10 v1a - Copy
Che HP stesse preparando un ingresso “alla grande” nel mercato della stampanti 3D è cosa di cui da tempo si parla. Nell’ottobre del 2014 la società fece il primo annuncio sul progetto, presentando sia la tecnologia, sia i razionali alla base del suo impegno in questo ambito: un prodotto professionale, pensato in una logica di ecosistema e studiato per rappresentare appieno le complessità della trasformazione digitale e di quanto si cela dietro il concetto di Industry 4.0.
Già all’epoca, la società aveva avvisato sui tempi: lunghi.
Un 2015 di studio per mettere a punto la tecnologia e un 2016 di testing prima di immettere sul mercato le prime macchine.
Il 2016 è arrivano finalmente anche le prime conferme sia sui tempi effettivi di rilascio, sia, soprattutto, su cosa HP è pronta a lanciare.

Non una ma due stampanti

Le prime stampanti 3D di HP arriveranno in ottobre per i mercati statunitense, canadese, e per l’Europa Occidentale. Gli altri seguiranno, più probabilmente con l’inizio del 2017.
Parliamo al plurale, perché gli annunci riguardano due machine: HP Jet Fusion 3D 3200 Printer, pensata per il mondo della prototipazione, e HP Jet Fusion 3D 4200, pensata sia per la prototipazione, sia per la produzione. Il primo rilascio riguarderà il modello di gamma superiore, mentre la 3200 dovrebbe essere disponibile con l’inizio del prossimo anno.
Come abbiamo avuto modo di sottolineare in altre occasioni, al centro dei nuovi annunci c’è una tecnologia sviluppata da HP, Jet Fusion, che lavora a livello di singolo voxel (il voxel è nella stampa 3D l’equivalente del pixel nella stampa tradizionale) ed è dunque in grado di sfruttare in un unico processo le diverse proprietà dei materiali, garantendo massima flessibilità operativa, con tempi e costi decisamente inferiori rispetto a quanto garantiscono di norma le stampanti professionali.
10 volte più veloci a metà del costo” è il claim utilizzato da HP, che dichiara una capacità di 340 milioni di voxel al secondo per le sue macchine.

Dal progetto al prodotto

In una infografica nella quale HP spiega con estrema chiarezza il funzionamento della propria macchina, il processo viene riassunto in una serie di passaggi chiave.
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Si parte infatti con la preparazione di un file di stampa, che nel secondo passaggio viene inviato alla stampante. Le soluzioni HP sono in grado di gestire più modelli in un solo ciclo di lavoro.
Il terzo passaggio prevede l’inserimento delle cartucce di materiali nella Processing Station del sistema, che si occuperà a sua volta del caricamento nella Build Unit.
La Build Unit viene successivamente rimossa dalla Processing Station e inserita nella stampante vera e propria, che si occuperà della realizzazione del pezzo, una volta dato il comando Start.
La Build Unit può essere ricollocata nella Processing Station per dar vita a un ulteriore ciclo di lavoro, mentre il ciclo di raffreddamento rapido chiude la fase di produzione e dà il via a quella di postproduzione.
L’estrazione è semplificata e i materiali di scarto sono mantenuti a livelli minimi.

Alta produttività, basso costo

Per quanto riguarda i prezzi, HP colloca le sue stampanti nella stessa fascia di prodotto della stampanti Fortus di Stratasys o Formiga di EOS, dunque macchine FDM o SLS, ma con un entry point di 130.000 dollari per la sola Printer, che diventano 155.000 una volta inclusa la processing unit.

HP 3D posizionamento

Logica da ecosistema

HP tiene a sottolineare come la logica che sottende il suo impegno sul fronte della stampa 3D sia una logica da ecosistema e annuncia le sue collaborazioni con aziende del calibro di Autodesk, BMW, Jabil, Johnson&Johnson, Materialise, ProtoLabs, Shapeways e Siemens, per citare i primi con cui sta lavorando.
Per quanto riguarda invece i materiali, qui si parla di una Open Platform aperta ai partner che, come Arkema, BASF, Evonik and Lehmann & Voss, potranno sviluppare e commercializzare i loro prodotti, purché certificati dalla stessa HP, sullo Store dedicato.








venerdì 23 settembre 2016

Stampa 3D a polvere anche nei laboratori con Sharebot

Sharebot SnowWhite è una stampante 3D professionale che utilizza la tecnologia DLS, Direct Laser Sintering, in cui un laser sinterizza materiale termoplastico in camera calda.
Le principali caratteristiche tecniche della macchina sono:
  • area di stampa 10x10x10 cm
  • precisione fino a 100 micron
  • velocità massima a 30 mm/h
  • consumo 1 KW
  • peso 60 kg (ciò la rende facilmente tarsportabile)
  • il laser arriva fino a 3.000 mm/s
  • certificazione CE.
La sinterizzazione laser, diversamente della tecnologia di stampa 3D FFF (Fused Filament Fabrication), utilizza materiali termoplastici in polveri e realizza oggetti tridimensionali sinterizzando e fondendo un sottile strato di polvere polimerica alla volta. Questo procedimento consente di realizzare oggetti di piccole dimensionicon una grande definizione e con una grande resistenza meccanica. Inoltre, non c’è alcun tipo di limitazione nella forma degli oggetti realizzabili e non è necessario utilizzare alcun tipo di supporto perché sarà la stessa polvere a sostenere le parti sporgenti.
Grazie al laser CO₂ da 14 Watt e alla possibilità di variare autonomamente i parametri di lavoro della macchina è possibile utilizzare una vasta gamma di polveri termoplastiche commerciali e professionali tra cui PA 12, PA 11, PP e TPU, sia neutre che caricate: ad esempio polveri con aggiunta di particelle di vetro, alluminio o carbonio, ognuna delle quali può garantire proprietà fisiche e meccaniche uniche agli oggetti realizzati, oggetti le cui caratteristiche meccaniche ne permettono l’utilizzo professionale in prove funzionali o di assemblaggio.
Uno dei vantaggi di SnowWhite è la possibilità di utilizzare liberamente qualsiasi tipo di polveri compatibili con le temperature raggiunte dalla stampante (170°C gradi nella camera e 200°C sul piano di stampa);
sulla macchina sono già installati i profili di alcune polveri, per il resto l’utente può profilare in autonomia qualsiasi tipo polvere (mentre in altre macchine i profili vengono venduti come upgrade).
SnowWhite rende finalmente disponibili i vantaggi del processo di sinterizzazione anche alla piccole e medie aziende e ai laboratori, il tutto in maniera economica, semplice ed efficace, senza rinunciare alla qualità professionale del prodotto.

Anche la Sharebot SnowWhite può essere inserita tra le nostre offerte di noleggio stampanti 3D.




giovedì 22 settembre 2016

Stampante 3D SLS a basso costo: Sharebot SnowWhite

SnowWhite ha richiesto molto tempo prima di essere realizzata , come Sharebot ha descritto in dettaglio sul suo blog, ma non poi così a lungo, dal momento che il brevetto SLS originale è scaduto soltanto nel febbraio 2014.

La prima stampante 3D SLS a basso costo ha un prezzo finale di € 35.000 + iva, che la pone a circa un sesto del costo di un Formiga P110, che è probabilmente il prezzo più basso  per stampanti SLS 3D sul mercato. Naturalmente, questi sono due diverse tipologie di macchine, e non solo per le diverse dimensioni.

SnowWhite pesa 60 Kg ed ha le dimensioni di un cubo di quasi mezzo metro su ogni lato. Ha un volume di accumulo 100x100x100 mm in atmosfera non modificata e una temperatura della camera di fino a 200 ° C.


Quindi chiunque voglia realizzare prodotti con polvere di nylon, senza limiti geometrici e senza supporti necessari, e spendere meno di € 100.000 per farlo, ha una soluzione valida e funzionante.

La qualità delle  parti stampate in 3D  di Sharebot è evoluta nel tempo e adesso offre componenti in nylon solidi e precisi, con un 50 a 150 micron di risoluzione per strato. Il laser a 14 Watt di SnowWhite può raggiungere una velocità di stampa di 10 secondi per strato e gli utenti possono già di regolare diversi parametri, tra cui: la temperatura, l’altezza di livello, velocità di velocità di scansione, potenza del laser, le impostazioni di pre-riscaldamento, impostazioni e  caricamento della polvere.

lunedì 19 settembre 2016

Vinci Mini 3D la stampante 3D di XYZprinting sotto i 300 €

XYZprinting, il noto  produttore della linea di stampanti 3D da Vinci, ha reso disponibile sul sito USA (non ancora in Europa) il suo ultimo modello, la stampante Vinci Mini 3D ad un prezzo al pubblico inferiore ai 300 €, che è stata  progettata per utenti di tutti i livelli di abilità.



Vinci Mini 3D possiede molte caratteristiche professionali come il WiFi incorporato, auto-calibrazione, sistema  di auto-caricamento del filamento, un letto di stampa in alluminio, e un  volume di stampa  150 x 150 x 150 mm risultando più piccola del 30% rispetto alla stampante da Vinci Jr. 1.0. La stampante 3D Vinci Mini 3D è dotata di un solo pulsante per le funzioni di stampa e di un LED a più colori per indicare le diverse fasi della stampa.

“La nuova stampante da Vinci Mini 3D di XYZprinting risponde alle esigenze degli appassionati di stampa 3D senza sacrificare la qualità e la facilità d’uso“, ha detto Simon Chen, CEO di XYZprinting . “Non importa il vostro livello di esperienza di stampa 3D, la Vinci Mini da è lo strumento perfetto per creare prodotti di alta qualità ad un prezzo accessibile.”
Una stampante 3D cosi concepita potrebbe rivelarsi un investimento particolarmente interessante per le scuole.

Stampa da qualsiasi punto della casa


È possibile collegare la stampante da Vinci Mini alla rete domestica in modalità wireless per ottenere stampe in 3D a casa, in ufficio oppure in un’aula. È possibile utilizzare l’app XYZware per la connessione alla rete, sfruttare la precisione della funzione di sezionamento e l’efficienza di elaborazione, riducendo i tempi di preparazione necessari prima della stampa.

Stampa ecocompatibile e sicura


I filamenti della stampante da Vinci Mini sono in bioplastica (PLA) derivata dall’amido di mais, pertanto sono biodegradabili e atossici. I filamenti XYZprinting hanno superato numerosi test per garantire la totale assenza di DEHP e metalli pesanti. L’uso di questo filamento è sicuro per l’ambiente e la casa.